I messaggi di Dicembre 2008

21 Dicembre 2008

n-sima barza

ma forse questa volta è realtà

ulteriori dimostrazioni che sta lì a farsi i fatti suoi

notizia ANSA
di Marco Dell'Omo


ROMA - La riforma della giustizia è ai blocchi di partenza, ma nel libro dei sogni di Silvio Berlusconi c'e anche il presidenzialismo. "L'Italia - dice - è pronta per l'elezione del presidente della Repubblica". Tutti si aspettavano che il presidente del Consiglio avrebbe parlato di giustizia, e lo ha fatto con dovizia di particolari. Ma la notizia più inaspettata arriva all'ultima risposta: dopo due ore di conferenza stampa, Berlusconi tira fuori dal cilindro l'idea di approvare "entro la fine della legislatura" l'elezione diretta del presidente della Repubblica. Il sistema attuale, è il suo ragionamento, pone mille vincoli al premier, che non può nominare direttamente i ministri, non li può revocare, e in fondo può solo "fissare l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri".

L'architettura istituzionale di oggi, sottolinea Berlusconi "pone l'Italia dietro gli altri Paesi occidentali", dove il premier ha poteri maggiori. Affidare ai cittadini l'elezione del presidente della Repubblica, invece, potrebbe trasformare l'Italia "in una democrazia moderna". Dopo la conferenza stampa, però, arriva una parziale frenata: Berlusconi spiega infatti che per arrivare a una riforma presidenzialista "serve il 100% del Parlamentò. Se dice sul serio, sembra difficile che la riforma potrà mai vedere la luce. Sulla giustizia, invece, Berlusconi dà indicazioni più concrete. Infatti, apre la conferenza stampa di fine anno con l'annuncio che nel primo Consiglio dei ministri di gennaio, il governo approverà un disegno di legge di riforma del sistema giudiziario. Due i punti salienti: separazione di giudici e pm da una parte, indagini affidate alla polizia giudiziaria, senza più la direzione del pm, dall'altra.

I contenuti della riforma, sottolinea, sono aperti "ai suggerimenti e ai consigli di tutti, comprese le forze dell'opposizione". Di più: il Pdl, in Parlamento, ha un "ampio mandato" e promuoverà un tavolo con l'opposizione per cercare insieme una riforma condivisa. Il premier promette di intervenire anche sulla spinosa questione delle intercettazioni, per limitarle in modo consistente, ed evitare che, come oggi, "vengano ascoltate le conversazioni di milioni di cittadini". Lo si farà direttamente in Parlamento, probabilmente con un emendamento. Vestendo i panni dell'ipergarantista, Berlusconi sceglie un approccio pragmatico sulla bufera giudiziaria in Campania. Il governo, spiega, avrebbe potuto commissariare il comune del capoluogo campano, ma non lo ha fatto "per evitare un ritorno al clima di Tangentopoli".

Rivolge però un appello a Rosa Russo Iervolino e Antonio Bassolino perché si dimettano e consentano lo svolgimento di elezioni anticipate. Se da una parte Berlusconi apre al confronto con l'opposizione, dall'altra annuncia la sua intenzione di non esporsi in prima persona. "Sarebbe una farsa, un teatrino, se mi sedessi al tavolo con chi mi ha chiamato Hitler e mi ha paragonato a un dittatore argentino". Più volte, nella conferenza stampa, Berlusconi accusa il Pd di aver scelto il "linguaggio della provocazione" e di non aver dato seguito alle promesse di dialogo. Il Pd che sceglie "l'abbraccio mortale con i giustizialisti di Di Pietro" e che rinnega la tradizione garantista della sinistra, non è l'opposizione che Berlusconi si aspettava. La crisi economica è l'altro tema che tiene banco nelle domande e nelle risposte del presidente del Consiglio. Berlusconi rilancia la sua visione ottimistica, dice che serve "un'iniezione di fiducia e speranza", e se la prende con chi invece diffonde sentimenti opposti. Come "certe trasmissioni" della Rai, dove vengono propalati "pessimismo e ansia". Si parla anche di interventi concreti: i fondi per la cassa integrazione saranno aumentati in modo da estenderla anche ai lavoratori delle piccole imprese e ai precari. La proposta di Brunetta sulle donne in pensione a 65 anni, invece, nasce da una richiesta della Ue. Il governo dovrà decidere "entro il 13 gennaio", e comunque la misura prevederà che l'allungamento della vita lavorativa delle donne sarà volontario. Poi l'energia: l'Italia , dice il premier, "ricomincerà con il nucleare", per abbassare i costi della bolletta energetica e rendersi autonoma. Berlusconi ostenta sicurezza e dice che i sondaggi gli assegnano il 72% del consenso. Il suo successore? Spera che tra quattro anni ne esca fuori uno: "Ci sono tanti giovani ministri pieni di energia vitale..", dice dimenticandosi (chissà se volutamente o no) di Gianfranco Fini. La squadra di governo lo soddisfa in pieno. Una sola critica, in tutta la conferenza stampa: riguarda il ministro Sacconi, per la sua direttiva sul caso Eluana. Berlusconi, freddamente, dice che la decisione è stata presa "inaudita altera parte", cioé senza informarlo, e che lui, su questi temi, preferirebbe che il governo non intervenisse. Poi però precisa: il ministro "ha parlato a nome del governo".

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